martedì 27 settembre 2011

La pazzia che travalica l'immaginazione

Qui si parla di cibo et ospitalità, ma prima va fatta una premessa.
Il lago di Garda, come ho già scritto, pullula letteralmente di tedeschi, tanto che ne condizionano profondamente l'economia locale. Molte seconde case o alcuni alberghi sono in mano loro.
Uno potrebbe dire: poco male, hanno un'economia forte e meglio così, no?
No, da un punto di vista prettamente culinario no, per nulla!
Tenete presente una cosa: nella lingua tedesca si ha un'unica parola per indicare dal mare alla piscina: "see". E' vero che nei dizionari sono riportate anche altre parole, come meer (mare) o pool (piscina), ma per loro tutto quanto, o quasi, abbia acqua dentro è "see".
Il problema generato da un fatto del genere è che loro sono convinti, fin nell'intimo più profondo, di trovarsi in riva al mare. Pertanto il 99,(99)% dei ristoranti presenta piatti con pesce di mare. In riva a un lago. Chissà se lo chiedono anche quando sono sul bordo di una piscina a 3000 metri d'altezza...
Si, c'è pure chi ha il coraggio di mettere a menu l'impepata di cozze. Purtroppo.
Altro "piccolo" problema generato dal popolo teutonico e dalla sua crasssa ignoranza, è dato dal fatto che letteralmente non concepiscono il concetto di "cucina regionale" o "cucina locale".
Sono in Italia e vogliono mangiare i piatti tipici del nostro paese. Ecco, pertanto, che i menù in riva al Garda presentano primi come "spaghetti aglio, olio e peperoncini" oppure amatriciane o, argh!, pasta al pesto!
Oh, grasse ed ignoranti bestie teutoniche, la pasta al pesto la si mangia solo e soltanto in Liguria, maremma bufala! Quello che i ristoratori vi spacciano per pesto è, con ottime probabilità (ovviamente non l'ho provata) una salsa di colore verde fatta con chissà quali ingredienti.
Terzo fatto: la pasta locale più diffusa in zona sono i bigoli. Anche se, poi, i menù della zona presentano diverse varietà di pasta, dalle fettuccine agli spaghetti. In un amplesso di banalità ed ovvietà culinarie da far impallidire anche uno a dieta ferrea.
Quarto fatto: trovare un ristorante che prepara solo piatti locali è impresa assai ardua. Ma, incredibile dictu, ci sono riuscito! Ebbene si, l'ho trovato.
Quinto fatto: molto spesso a mezzodì mi fermavo per un veloce trancio di pizza con tè freddo o un gelato.
Sesto fatto: un paio di sere ho calmato i morsi della fame con delle banali pizze (mi scuso con i napoletani per l'uso di questo sacro termine). La prima presa in un locale ad Assenza di Brenzone, il Caprice. Purtroppo ho, complice la stanchezza, ordinato una pizza con l'ingrediente più inutile ed insulso dell'intero panorama culinario intergalattico: la rucola. Pertanto passo la mano, non riesco a giudicare. Una pizza non male, molto strana con un nome tipo briciu o simile, l'ho invece mangiata al "Km 600" di Nago-Torbole. Ovviamente non male se confrontata con pizze fatte al Nord, che quelle di di Matteo o da Michele o Ciro a Santa Brigida sono di ben, ben altro livello e spessore culinario.
Ora passiamo ai ristoranti.
Il Martedì ho mangiato alla Pizzeria "Al Paradise" di Lazise, prendendo spaghetti alle sarde di lago e lavarello al forno con contorno di patate al forno. Non male il primo, mediocre il secondo con un lavarello stopposo, pessimo (ma così ovunque, purtroppo) l'olio. Non accetta carte di credito. Nel 2011. Totale spesa 21,50 euroS.
Il giorno dopo mi sono recato al ristorante "Al Gondoliere" di Malcesine. Bigoli con le sarde, lavarello in salsa gardesiana, patate al forno per un totale di 31,90. I bigoli non avevano assolutamente il sapore della sarda, probabilmente li avevano cotti nella stessa acqua ma nulla più. Non male il lavarello, peccato per la salsa un pelo troppo forte che ne copriva il sapore. Ambiente molto bello e servizio impeccabile. Unico neo la lista dei contorni, decisamente ed ampliamente migliorabile,
Venerdì la scoperta, ovvero la "Piccola Trattoria" in via Gardesana 55 a Torri del Benaco.
Si parte con un "bigoli alla siciliana" in cui si miscelano sapientemente sapori di lago e di terra, dolci e salati, in un turbillon (si scrive così?) di gusti e di odori, una vera festa per il palato. Sia come primo che come secondo ho preso un piatto del giorno. A seguire del persico al vino bianco assolutamente non male. Decisamente il miglior ristorante in cui mi sono imbattuto, gestito con sagacia dannunziana (memento audere semper, osare l'inosabile) da un'intera famiglia con il padre in sala, la madre in cucina, la figlia che fa sia il bar che la sala e una ragazza, probabilmente anch'ella una figlia, ad aiutare in cucina. Beh, se sono ambedue figlie dei proprietari, devo far loro i miei complimenti: sono entrambi ragazze molto carine. Se lo è solo una... li faccio lo stesso, ma dimezzati :)
Come avrete notato non ho mai preso dolci. Un motivo, peraltro banale, c'è: ovunque ci sono gelaterie che vi solleticheranno il palato. Ho trovato una qualità media decisamente buona, con la vetta in una gelateria, purtroppo solo da passeggio, di cui non ricordo assolutamente ne nome e neppure via locata in quel di Nago-Torbole.
Ed ora passiamo all'albergo ed alla cena di sabato.
Ma prima vi devo parlare del signor Vincenzo, il titolare (o gestore?) dell'albergo Pippo. Persona amabile, come molte di quelle incontrate in questa zona d'Italia, cortese e gentile, con il quale è bello scambiare quattro chiacchiere od opinioni.
Detto questo, ed il fatto che per 25 euro a notte non si può pretendere il Savoy, devo dire che, pulizia del gabinetto a parte, non è male. Il sabato vi ho cenato, mangiando un discreto bollito misto con una salsa locale. Però quello della Fiera del Bue Grasso di Carrù è di ben altro livello: inarrivabile per chiunque.

lunedì 26 settembre 2011

La Liguria del nord, ovvero spiaggetta è dove spiaggetta è

E' questa l'impressione che mi ha fatto il lago di Garda: dalle spiagge della riva veronese ai dirupi scoscesi di quella bresciana, soprattutto nella zona tra Tremosine e Tignale, ma anche quella dalle parti di Nago-Torbole.
Premessa, prima di continuare: la zona è ad alta frequenza turistica e vive di turismo, che ne è la principale fonte d'entrata. Ogni borgo, ogni paese, ogni frazione vive, respira e trasuda turismo e guai, ovviamente per gli abitanti del luogo, se così non fosse.
Il posto che mi ha maggiormente colpito, tra quelli in riva al lago, è stato Salò.
E' soprattutto qui che la bellezza naturale della baia della cittadina bresciana si sposa con la storia, e non solo recente, del posto. Ovviamente è stato reso (tristemente?) celebre dalla Repubblica Sociale Italiana, ma ci sono altri momenti storici che hanno visto Salò protagonista, come, ad esempio, la Magnifica Patria. Ed è incredibile come qui natura, storia e turismo vivano in perfetta simbiosi, senza che un aspetto prevalga sull'altro. Ed è a questa cittadina che va il mio premio "Spiaggetta".
Subito dopo ecco Sirmione, probabilmente il comune più noto tra quelli delle sponde lacustri. Incastonata in un promontorio di rara ed incredibile bellezza, questa cittadina, assai cara per le tasche del povero visitatore e con i posteggi per motoveicoli decisamente mal segnalati, ci dona due perle di rara e sublime beltà storica: le leggendarie "Grotte di Catullo" e la Rocca Scaligera posta proprio a guardia dell'entrata nel centro storico. Qui l'aspetto turistico traborda leggermente sugli altri.
Al terzo posto colloco quella che, secondo i veronesi, è la patria del lago: Malcesine.
Da visitare assolutamente il Castello Scaligero, reso famoso in tutto il mondo da Johann Wolfgang von Goethe, dal cui torrione si gode di una vista fenomenale sia del lago e della cittadina che dei dintorni, tra cui svetta il famoso Monte Baldo. Interessante anche il Palazzo dei Capitani, ora sede del Municipio, e le molte chiese presenti nella cittadina. Qui, purtroppo, ed è anche il motivo di questo terzo posto nella mia personale preferenza, il turismo la fa decisamente da padrone, e tutto il resto sembra importare poco, molto poco.
Interessanti anche, in ordine totalmente randomico:
Lazise, soprattutto la sera, da cui si gode un meraviglioso tramonto,
Torri del Benaco, con il castello scaligero ed uno dei lungolago più belli tra quelli che ho visto.
Da vedere se si ha tempo:
Brenzone, interessante il fatto che sia un comune composto da diverse frazioni
Nago-Torbole, carino il lungolago
Limone sul Garda, peccato trasudi turismo da chilometri di distanza. Interessante la Limonaia del Castel.
Non ho visitato Gardone Riviera, ma il Vittoriale degli Italiani è qualcosa di assolutamente unico ed indimenticabile. Premio "visita obbligatoria", e senza tante storie.
A proposito di "non ho visitato", ecco l'elenco:
Peschiera del Garda, Bardolino, Garda (una visita fugace e via), Arco (è nell'interno), Gargnano, Toscolano Maderno, San Felice del Benaco, Manerba del Garda, Monica sul Garda e Desenzano del Garda. Da Gargnano a Gardone Riviera passavo per andare verso Nord o, più raramente, Sud, ma senza mai fermarmi.
Ovviamente ci sono anche posti che non mi sono affatto piaciuti.
In questa "classifica degli orrori" fa la sua comparsa uno dei luoghi più noti: Riva del Garda. Magari sarà spettacolare, ma a me personalmente non ha detto proprio nulla. Purtroppo non ho visitato le Terme Romane. E, purtroppo, ho visitato la Cascata di Varone, che dista pochi chilometri. Tra quelle nelle gole del Verdon e quella visitata l'anno scorso nel salisburghese questa di Varone non è neppure degna di esser nominata. Penosissima!
Altro posto che non mi è piaciuto per nulla è Campione del Garda, un luogo tanto artificiale quanto il cervello della Gelmini che genera un tunnel tra il CERN e il Gran Sasso.
Dagli Appennini alle Ande, dal Lago ai suoi Monti.
Non si può non andare sul Monte Baldo, o a piedi o tramite la funivia che mena lassù da Malcesine. Poi, in quota, ci sono diversi sentieri per ogni bravura. Da fare quello, decisamente breve, che porta al punto panoramico. Per gli altri regolatevi in base alla vostra attitudine con le gite in montagna.
Altro posto decisamente incantevole è Tremosine, con i suoi due bellissimi punti panoramici tra cui spicca per bellezza la Terrazza del Brivido, con uno strapiombo di 800 metri.
Molto bella anche Tignale, con una strada larga e ricca di curve e tornanti. Da visitare assolutamente la Chiesa di Montecastello, non solo per l'aspetto spirituale ma anche per lo splendido panorama che si gode da lassù.
Interessante anche la località Campo in quel di Brenzone, un piccolo borgo agreste purtroppo abbandonato. O quasi.
Mentre il fapto "SUPPA" o "WUNDERBAR" è stata la gita di quasi tre ore a bordo della Siora Veronica, un antico barcone degli anni venti del ventesimo secolo.
Ve l'ho già detto che ho fatto il bagno nel Lago? E che l'acqua era assai calata di temperatura? Come diceva il vate: osare l'inosabile.


domenica 25 settembre 2011

Un viaggio catartico

L'anno scorso, esattamente il 29 ottobre, ebbi un incidente in scooter e finii all'ospedale per un mese e mezzo. Qui potete leggerne una visione "videoludica".
Orbene, ho appena trascorso una settimana sul lago di Garda: una settimana splendida, con tanto sole, tanti bei posti visitati, con tanti gelati mangiati (intanto, ormai, la linea... sigh), con troppi rimpianti culinari, tanto divertimento e, incredibile dictu, il bagno nel lago!
Ma è stato anche un viaggio catartico: sono passato nel luogo dove ebbi l'incidente; avevo con me i jeans e le scarpe che indossavo quel maledetto giorno (la giacca e la polo erano troppo malridotte, le ho buttate via); e, guidando soprattutto per le irte stradine che menano dal lago verso Tremosine, Tignale od il lago d'Idro, ho rimosso molte delle barriere mentali che mi rendevano il viaggiare in moto, per strade di montagne od autostrada, estremamente difficoltoso. Infatti il lunedì sono arrivato a pezzi ad Assenza di Brenzone, complice sia il forte vento trovato da Peschiera in poi che la pioggia caduta sul piacentino. Piuttosto, al ritorno l'unico momento di brutto, escludendo la pioggia da Genova fino a Rapallo (della serie: la sfiga!), l'ho avuto in provincia di Piacenza. Credo che ci sia una nuvola di Fantozzi da quelle parti.
Purtroppo le curve a destra le faccio ancora con difficoltà, dopotutto aver rotto il bacino da quel lato lascia un bel blocco mentale non facile da rimuovere. Ma, comunque, oggi sono arrivato per nulla stanco od affaticato, nonostante la A7, la bastarda Genova - Serravalle - Milano.
Colà, sulle rive del Benaco, è estremamente alta la presenza di turisti teutonici tanto che mi sentivo come il fiero alleato Galeazzo Musolesi: circondato dalle Sturmtruppen!

Una vacanza all'insegna della storia, della natura, della bellezza, del lago e dei monti: un viaggio a 360° dove ho potuto vedere molto, purtroppo non tutto.