lunedì 24 settembre 2012

Bourg-Saint-Maurice - Thonon-Les-Bains

La tappa più breve (188 chilometri), in teoria quella più facile, ha rischiato di tramutarsi in dramma.
Dopo una colazione per nulla abbondante rispetto a quella fatta a Guillastre, una consultazione del sito Meteo France, ed una sgranata al rosario delle giaculatorie et bestemmie assortite (pioviggina e fa freddo) decido che o la va o la spacca.
Stupidamente contravvengo ad una delle mie regole di viaggio: fai benzina alla prima pompa che vedi. Ed avendocela proprio a pochi metri dall'albergo... si, quando si fanno le Cazzate le si fa in grande.
Partenza da: Bourg-Saint-Maurice, France. Arrivo a: Thonon-les-Bains, France.
Pago, saluto, ed inizio a salire verso il Cormet de Roselond (1968m). Pioviggina, e l'asfalto è bagnato: guido come se fossi sui gusci d'uovo, cioè con estrema prudenza.
Più salgo e più aumenta il freddo, e bestemmio come una decina di turchi per aver con me solo un maglioncino di cotone ed un k-way oltre al completo da moto primavera/autunno. Avessi avuto almeno la giacca invernale... ma è rimasta a casa assieme al maglione e a quel poco di sagacia che mi rimaneva.
In cima la temperatura è assolutamente insopportabile: 0 gradi centigradi. Mi rifugio un attimo dentro una casetta atta a raccogliere la spazzatura (i cassonetti, fortunatamente, sono vuoti) per ripararmi sia dalla pioggia che dal vento freddo e pungente.
Dopo dieci minuti in cui eseguo esercizi di riscaldamento (chi pensa che guidare una moto non comporti una preparazione atletica apposita non ha capito molto della vita e, probabilmente, alle prossime elezioni crederà alle bugie di BerlusconiBersaniCasiniMariomonti) riprendo la fredda e piovigginosa strada verso il Col de Meraillet (1605 m, 5°C) e, infine, la dolce Beaufort.
Quivi arrivato noto che il cielo si apre e decido di andare avanti verso la tappa successiva, Col des Saisies (1650 m) e Les Saisies, quando si accende la spia della benzina. Decido di continuare, convinto di trovare una pompa a Les Saisies. Pia illusione: la pompa più vicina è quella di Beaufort o, in alternativa, quella di un supermercato posto in un paesino cui si arriva andando in direzione Albertville.
E si ritorna a Beaufort. Fermo la moto in un bar vicino al benzinaio (che riapre alle 14:00, ed è da poco passato mezzogiorno) dove sono seduti a bere un... coff, coff... cappuccino... i due tedeschi di cui ho già scritto nel primo giorno di viaggio. Ci mettiamo amabilmente a discutere del bel tempo, dei prezzi degli alberghi (loro avevano prenotato, io sono andato alla spera in Dio come un totale Idiota: se l'anno scorso mi è andata bene sul Garda quest'anno mi sono auto inchiappettato. Non è sempre Natale), del cibo, e di varia umanità.
Verso l'una e mezza loro partono, dopotutto si erano già scalati l'Iseran sotto la pioggia, verso il Lemano e la fine della Route. Io, invece, finisco di addentare il mio panozzo al prosciutto e formaggio Beaufort (visto che sono li che devo mangiare? Nutella e salmone?), di bere la mia acqua, di pagare i miei 4 euro per il tutto (caffé? No, merci, je suis italien) ed aspettare che arrivino le due. Appena suona la campana della chiesa mi catafiondo alla velocità dell'anatra reale dal benzinaio, ci metto un 20 euro crepi l'avarizia, e ritorno a Les Saisies. Intanto ha smesso di piovere, perché ogni tanto la sfiga colpisce solo a tempo. Però il cielo rimane nuvoloso.
Da li fino a Giettaz la strada è piacevole e bella da guidare, freddo a parte. Poi si attacca il Col de Aravis (1487 m, 9°C), che segna il confine tra la Savoia e l'Alta Savoia: in pratica gioca in casa su ambo le sponde.
Dopo La Clusaz e Le Grand-Bornand la strada sale al Col de la Colombière e i suoi 1613 m slm (12°C) e, da quel momento, si scende verso Thonon (ed il sole inizia a far la sua comparsa riscaldando l'aere), passando prima per Les Gets e Morzine.
Dopo una vana ricerca di un letto tra Thonon ed Evian (si, quella dell'acqua minerale), mi vedo costretto a buttare al vento ottantacinque!!! biglietti per un letto all'albergo Hotel de la plage di Amphion Les Bains. Colazione esclusa, che sarebbe costata 11 euro in più: in digito medio stat virtus.
Albergo fantastico, con tutti i comfort che si desiderano: campo da tennis, piscina, ristorante d'alta cucina per i rimb... anziani signori che la sera non hanno voglia di recarsi ad Evian o Thonon per cenare, tv, wifi... manca la coperta in camera inclusa nel prezzo e poi c'è tutto.

Ottimo per persone che vivono l'albergo, soprattutto gli anziani, ma per chi, come me, morde la mela e riparte è uno spreco totale.
Ho cenato al ristorante tipico savoiardo "La ferme des Alpes" ad Evian, prendendo "Croute ferme alpes" (formaggio fuso con prosciutto crudo e funghi porcini, questi secondo me erano banali funghi secchi ammollati in acqua: il vero porcino ha ben altro sapore. O quello o cuoco incapace a prepararli come si deve), una bottiglia di Evian da 0,75 per un totale di 18,70.
Se si considera che la bottiglia mi è costata 3,80... non hanno usato la mascherina sugli occhi.
Comunque la Croute (accompagnata da un piatto d'insalata atta a far riposare lo stomaco ed aiutare la digestione), funghi a parte, merita.

1 commento:

La Gigi ha detto...

Questa è la parte del viaggio dove ti capisco di più....sono contenta di non essere l'unica pazza ad avere un blog di viaggi in moto dove descrivo anche cosa mangio!!