martedì 12 novembre 2013

[Half]Daily trip: all'inferno e ritorno

E' quello da cui sono tornato verso le 15:00 di oggi.
Destinazione Lago del Brugneto, via Recco, Uscio, Bargagli e Torriglia.
Invece che fare il giro "classico" punto per quello al contrario, insenso "orario": Garaventa, Bavastri, Bavastrelli, Caffarena, poi avrei dovuto girare in direzione Fontanasse ma ho evitato a causa del peggior asfalto mai visto in vita mia e per la strettezza della strada, verso la Diga girando, dopo esser tornati sulla SP15, per Retezzo. Per finire con Santa Maria del Porto, Torriglia e il ritorno a casa passando per Lumarzo.

Cartina:


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Foto di tre "piccoli" inconvenienti lungo la strada per la diga, il tutto tacendo del numero incredibile di mucchi di foglie (talvolta marcite), rami di ogni grandezza e pericolosità, insetti ed animali di ogni genere.





Unico momento positivo, visto anche il vento freddo che ho trovato sul percorso,  è l'incontro con un cucciolo di... cervo, credo, ma non sono sicuro... all'altezza di Propata.

mercoledì 9 ottobre 2013

Differenze

Ballarò, con un incredibile autogol visto che gran parte dei mancati investimenti (anche) nel trasporto pubblico sono da imputare al suo datore di lavoro, ovvero il Partito Democratico, ha mostrato un filmato sulle differenze della situazione dei trasporti pubblici (e non solo!!!) tra Helsinki e Roma (sindaco del PD Ignazio Marino).
Essendo stato nell'Urbe posso dire, però, che tutti gli autisti in cui mi sono imbattuto sono stati di una cortesia esemplare.


Come mi piacerebbe che le ferrovie italiane assomigliassero a quelle Finlandesi... (nb: prima, su Youtube, c'era la versione integrale. Ora, su Rai.tv - che non riesco a "embeddare", pertanto ricorro a Facebook - c'è un riassunto molto scarno. Pessimo Falconi!!!

lunedì 7 ottobre 2013

Sette colli in sette giorni

Visitare Roma in una settimana è pazzia pura: non la si riesce a vedere tutta nel doppio del tempo, figuriamoci in così pochi giorni.
Di cui solo cinque sono completi, gli altri comprendono il viaggio d'andata (e se si arriva presto qualcosa si vede) e quello di ritorno (che se si parte presto non si vede nulla).
Ho già narrato delle mie traversie con FFSS, e del conseguente scombussolamento di programma.

Prima notazione: la cosa più bella di Roma sono i romani.
L'ho già scritto, se non qui in gozziliardi di tweet e anche altrove.
Repetita iuvant, come dicevano i latini.
Narrazione, tra il serio ed il faceto di quanto ho visto.
Mentre quello che non ho visto lo vedrò in altra visita, perché Roma ha tante cose da ammirare che la scala di priorità dipende dalla propria sensibilità e dalla propria capacità di apprezzare l'arte, il bello e la storia.
Se vi mancano queste qualità non partite neppure: le Seiascelle sono un posto più adatto a voi.
Già la stazione Termini è il Chaos: grande, immensa, dispersiva. Sembra quasi di essere in un aeroporto.
Belle e molto utili per il turista le linee della metro, anche se la stazione più vicina ai Musei Vaticani è Cipro e non Ottaviano, almeno per la mia esperienza. La differenza è, comunque, risibile. La seconda è sicuramente più vicina a San Pietro.

Lunedì, dopo aver aver posato le valige al B&B, ho fatto una capatina veloce a San Pietro. Da li mi sono spostato fino al Castel dell'Angelo e al relativo ponte. Passata l'ora blu (foto FTW) ritorno, mi doccio e vado a cena.
Martedì giornata vaticana. Iniziamo con i fantasmagorici Musei Vaticani, peccato che per vedere anche i giardini mi debba far parte di un gruppo. Si saltano, non è un problema, però non vederli potrebbe essere un peccato. Magari la prossima volta, quando tornerò a Roma. E peccato che alcune sale siano parzialmente in ristrutturazione, come la Galleria delle Carte Geografiche.
Vale la pena visitarli? Assolutamente si, come di tutte le opere di cui parlerò in seguito.
Dopo essere uscito dai Musei (prenotato per le 9:30 ma entrato con il mio solito anticipo abbondante ed uscito tra le 4 e le 5 del pomeriggio: si, me la sono goduta) vado a San Paolo fuori le Mura con la metro (Cipro, Termini, San Paolo).
Si rimane estasiati dinnanzi alla magnificenza di questa chiesa, dinnanzi alla sua facciata ed alla

sacralità che vi si respira dentro.
Da li poi torno indietro.

Alla sera Roma mondana: Piazza di Spagna con la Fontana del Tritone e la scalinata di Trinità dei Monti, poi Trinità dei Monti, via Condotti (solo metà), fontana di Trevi e piazza Colonna. Poi cibarie.
Mercoledì, o il primo dei giorni in toga. Partiamo che decido di vedere per primo il Circo Massimo. Dire che è come sprecare 10 minuti è il minimo!!! WE poi lo si vede benissimo visitando il Palatino. Non perdete prezioso tempo come ho fatto io, è solo un appezzamento di terra. Pare abbiano trovato dei ruderi, ma gli scavi sono appena agli inizi. Ergo evitate.
Ed eccoci alla Sacra Triade: Palatino, Fori Imperiali (è tutto dalla stessa biglietteria; ambedue rovinati dalla pessima presenza di opere d'arte moderna e contemporanea, che cozzano con la magnificenza del luogo) e Colosseo (il prezzo di 12 merkelini comprende le tre opere)
Mattina i primi due, pomeriggio il Colosseo.
Quest'ultimo è impressionante: non oso pensare come si sentissero gladiatori e condannati in quell'arena traboccante di gente, con il Cesare di turno a decretare per la vita o per la morte. Io mi sono sentito una piccola formica inutile: è realmente impressionante.
Tra i due ho visitato Piazza Venezia, l'Altare della Patria e piazza del Campidoglio.
Sulla via del ritorno mi sono fermato a San Pietro per la seconda volta. In primis perché non avevo visto la Pietà di Michelangelo, e poi per visitarlo con calma.
Giovedì, up and down per Roma.
Primo fatto: ho sconvolto il tragitto, che doveva partire dall'Isola Tiberina per finire all'Ara Pacis. Ed invece si parte dall'Ara Pacis (bus subito fuori dal B&B), unasosta in piazza di Campo Marzio (e volendo andare ance nella via omonima sbaglio strada e finisco a Montecitorio), poi si va verso il Pantheon, da li al Ghetto (e non sono passato, sfiorandola solamente, da Piazza della Bocca della Verità!) dove ho scoperto che fino a sabato era tutto chiuso e non ho potuto così mangiare cibo kosher e visitare la Sinagoga ma, almeno, mi sono "consolato" con il Portico d'Ottavia
Poi la fantastica Isola Tiberina e, beh, un certo particolare che solo chi conosce la leggenda che l'avvolge andrebbe mai a cercare. Si può leggere anche su Wikipedia.

Infine, con un moto di coraggio, sono andato a visitare uno dei più bei musei di Roma:
Castel Sant'Angelo. Un conto è vederlo fuori, un altro visitarlo dentro! Purtroppo il mitico Passetto di Borgo quel giorno era chiuso, tanto per cambiare (se lo trovate aperto è più culo che altro).
Venerdì, o dell'andare a zonzo con mete precise.
Prima fermata MM Barberini. Obiettivo: le scuderie del Quirinale. Risultato: chiuse. Visitata la piazza, visto il palazzo dove vive Giorgio "Morfeo" Merkel  (visitabile in rarissimi periodi dell'anno) e, poi, rotta su... ehi, ma qui c'è Palazzo Barberini! Perché non visitarlo?
Perché è soltanto una delle più belle gallerie d'arte che c'è nel mondo? Peccato che alcune delle sale siano chiuse, che in altre il personale sia poco e, quando presente, essenzialmente basato su volontari.
Già, peccato, perché sia il posto che le opere presenti meritano un'attenzione decisamente ben maggiore!
Purtroppo da noi, come da altre parti, contano di più "certe aziende" (Mediaset, Lega Coop, eccetera) legate a doppio filo alla politica che il bene collettivo. Potremmo tranquillamente vivere di arte, turismo e cultura ma non lo facciamo: siamo degli idioti! Ma poi non lamentatevi (io faccio molto voi?) se l'Italia va a scatafascio grazie ai soliti e ben noti nomi.
Da qui poi vado alle terme di Diocleziano con annessi chiostro di Michelangelo e musei (molto interessante quello protostorico). Da li altra Metro, direzione Circo Massimo, per andare a vedere l'edificio termale meglio conservato: le Terme di Caracalla.
Infine una capatina a vedere la fantastica Piazza del Popolo che ti lascia senza fiato. Non per le due chiese gemelle (Santa Maria di Montesanto e Santa Maria dei Miracoli), non per l'Obelisco Flaminio, non per le fontane del Valadier o per la fantastica Santa Maria del Popolo (visita consigliatissima!!!). No, è l'insieme di tutto questo che crea la magica atmosfera della piazza. Per tacere dell'incredibile vastità e varietà di gente che incontri!
Sabato, o il giorno del dubbio. Si, perché l'Appia Antica attira, però due passi nel centro, vedere un paio di luoghi easy, mangiucchiare qualcosa, poi un paio di musei centrali e poi via, presto, sotto la doccia e poi a scegliersi un buon ristorante. Troppo facile, vero? Infatti la mia prima fermata è a Termini, a perder tempo in fila per chiedere su che bunario arriverà il treno il giorno dopo "Verrà annunciato 15 minuti prima dell'arrivo". Un sonoro Vaffa attraversa la mia mente e, da li, verso le Terme di Caracalla (calmini) e poi l'autobus verso il Mausoleo di Cecilia Metella. Però, mentre il gentilissimo (come tutti!!!) autista mi fa scendere noto che sono davanti alle Catacombe di San Sebastiano (chiamate così perché anche lui è sepolto li), noto anche come "colui che morì come uno stupido"
Poi mi sono fermato alla Villa di Massenzio che non è affatto male (e poi era gratis, come un botto di cose, visto che era, con domenica, il giorno in cui si visitava quasi tutto gratuitamente, che erano aperte ville e palazzi chiusi al pubblico: Giornate Europee della Cultura. Ne servirebbero molte di più), da li a Cecilia Metella (da visitare solo se si è in zona) e, per finire, la fantastica Villa dei Quintili

Aspetti negativi? Si, ci sono stati, ma un bel vaffa e te ne freghi, in quanto legati alla stupida mentalità burocratica di certe persone. Per fortuna un'esigua minoranza il cui numero non serve neppure a tirarsi un raspone fatto bene.

mercoledì 2 ottobre 2013

Vivere e mor... dormire e mangiare a Roma

Partiamo dal B&B che ho scelto: Le Tare, sito oltretevere in viale delle Medaglie d'Oro al numero 29.

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Recensione: B&B molto valido, periferico ma centrale (a un tiro di sputo dai Musei Vaticani e da San Pietro, vicinissimo a fermate delle linee bus ed alla stazione metro Cipro), sapientemente gestito, con molte frecce al suo arco ma alcuni minus: 1) mancanza di doppi vetri, ed esser svegliato alle 7 da un anziano che si mette a gorgheggiare nel palazzo di fronte non è il massimo 2) il lavabo nel bagno piccolo è da sostituire 3) un consiglio da un "massaio": quando comprate insaccati o formaggi non andate a prendere quelli imbustati perché costano di più e hanno un gusto peggiore di quelli che si acquistano al banco. A volte capita di dover far la fila, lo so, e pare una rottura di scatole, ma verrete ampiamente ripagate da clienti doppiamente contenti. Ed ora il cibo, day by day.
Lunedì: Su & Giù Cucina Romana in via Tacito 24
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Questo è un ristorante molto apprezzato su TripAdvisor, vediamo come è. Nel consigliare il vino puntano molto sul rosso d'Avola, non il più caro che hanno. Interessante il fatto che consiglino piatti fuori lista. Le cameriere sono una dell'est e l'altra ispanica.. brasiliana. Primo: tonnarelli cacio e pepe. Mancano di mordente. Porca puttana, il pepe fa effetto in ritardo, ma dura poco: pic indolor Confermo il gusto piatto e privo di mordente della portata. Tovagliolo sporco!!! Secondo, un tortino consigliatomi e fuori menu con funghi, formaggio (povero colesterolo) e patate. Carino alla vista, pare caldissimo, ora la prova palato. Troppo caldo, aspetto un paio di minuti. Un pasticcio veramente: privo delle qualità tipiche del piatto come il contrasto di gusti o il loro matrimonio nell'anima e nella carne. Probabilmente servirlo a temperatura più bassa ne gioverebbe. Ma ne dubito. Evito il dessert, è la fiera del banale. Ma poi mi faccio tentare da una torta caprese con nocciole, mandorle e cioccolato. I miei trigliceridi entrano in sciopero. Parentesi: fottutamente pieno di stranieri. Ok, torniamo al dessert: discreto, nulla più. Il cioccolato è come il sesso, e qui era al livello di un pompino malfatto. Non guadagnano neppure la seconda stella. Costo totale €31. Simpatiche persone, molto gentile, ma l'arte del cibo è ben altro: è passione ed amore per il gusto, le materie di prima scelta, per la freschezza e la tradizione. Nota: il pane è pessimo.
Martedì: Hostaria Romana, via del Boccaccio 1
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Per cenare ho dovuto aspettare 30/45 minuti, tutto pieno. Ne sarà valsa la pena o no? Preso carbonara e abbacchio, due classici della tradizione culinaria romana. Pane modello suola di scarpa da ginnastica. Pasta un attimo borderline tra al dente e cruda, guanciale tra il perfetto e il bruciato. In compenso l'abbacchio era molto ma molto buono, e se lo dico io che non amo particolarmente la carne d'agnello... Speso 28 merkelini, rapporto q/p non male. Personale simpatico e divertente. 3,5 stelle
Mercoledì: Le Scalette, sito in via Candia 153.
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Scelto perché vicino al B&B, non per altri motivi. Giorno in cui ero stanco, ergo non avevo voglia di sbattermi a cercare altro. Ristorante in discesa dove si serve acqua in bottiglia di plastica, pessimo falconi. La scelta: posta pomodoro e basilico (che per un ligure è molto lol, visto che abbiamo il miglior basilico al mondo) e trippa alla romana. Non accettano carte di credito per importi inferiori a euro 20. Ma vediamo come si mangia, anche se l'insegna cucina casereccia non fa ben sperare. Mi immolo per la scienza culinaria :) La pasta non era male. Non al livello di quella che faccio io, ma sono favorito dal basilico migliore del mondo. Finalmente del pane decente, anche se riscaldato in forno. La trippa è tiepida :( E fottutamente piccante. Lo so, è normale, ma mi sto chiedendo se a Roma mettono il pepe pure sulla patata, lol Non so che voto dare, anche se il rapporto q/p non è infelice. 20 merkelini per primo e secondo... Via, cosa si può pretendere?
Giovedì trippa... ehm, no. Doppia recensione, perché mi sono fermato al ristorante a pranzo, mentre la sera una pizza e via andare.
Giggetto al Portico d'Ottavia per pranzo
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Cucina romana nel ghetto. Tutti i locali ebraici sono chiusi per festività, indi niente cibo tipico ebraico. Ristorante caro assai, molto ben arredato, con tavoli all'aperto in leggera pendenza. Ordinato carciofi alla giudia e, se legge il mio dottore sono morto, fritto misto alla romana. Il carciofo è molto particolare, devo leggere la ricetta per capire se mi hanno inchiappettato o meno. Alcune foglie sono come laccate e questo mi lascia assai perplesso. Pare, devo ancora verificare, che non debbano essere così (e più leggo ricette meno ci capisco, visto che tutti li fanno in maniera diversa) Il fritto non era male, ma era fritto in maniera poco, molto poco croccante. Fatto di fretta, surgelato o cotto male? Direi l'ultima. Speso €22.50
Bruschetta & pizza da Il Bersagliere in via Candia 24 per cena
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Premessa: avendo degustato la Vera Pizza Partenopea (Michele, Di Matteo & Co) parto prevenuto. Perché la pizza, a Roma, è fatta strana: bordo basso. Ho preso una bruschetta, non affatto male, e la pizza bersagliera (con rucola, che odio e detesto!) Levata via la rucola scopro un bordo bruciato ed una pizza che, pur non male, si raffredda alla velocità della luce. Ho pagato il giusto, ma la pizza è meglio continuare a mangiarla a Napoli.
Venerdì: La Carbonara, Campo de Fiori
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Locale consigliatomi da una signora non romana ma che vive nella Città Eterna. Tra i primi ha linguine pesto e gamberetti, sgroan Primo: spaghetti aglio olio e... pecorino. Quando l'ho letto ho pensato al typo, invece è giusto. Non posso non provare una reinterpretazione di un classico, no? Di secondo coda alla vaccinara, un topos della cucina romana. Per pane mi han portato anche della focaccia niente male. E visto che le loro pizze sono basse al bordo, è possibile che ci sia la focaccia alla romana. Continua ad affluire gente, di fuori, dove ha un botto di tavoli, è tutto pieno. Principalmente stranieri, il che non depone ma, pure, non vuol dire nulla. Molto buono il primo, un attimo troppo cotta la pasta, però ha lo stesso gusto di quando faccio aglio olio e peperoncino, visto che ce lo mettono a sorpresa. Spero fresco come faccio io. La coda era in grado di resuscitare i morti, forse un pelo più calda ed era perfetta. Svacchiamo: dessert del posto invece del solito cono gelato. O forse. No, quello che volevo mi è stato fregato da una coppia anglofona. Preso gelato con attivisti M5S al blue ice, mediocre e caro. Spesa cena 36 merkelini rapporto q/p non male, 3,5 stelle.
Sabato: Beere, Mangiare & Co

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Primo pretenzioso già dal nome: ravioli di fiori di zucca e zafferano al pomodoro e petali di melanzana croccanti , di cui non si sentono i gusti, sovrastati da quello della salsa di pomodoro e, orrore!, il pesto. Acqua servita in caraffa, alleluia, ma bicchiere incrostato di calcare!!! Per titillare il palato servono del carasau, magari pensano che sia in invece è estremamente comune, comparabile in qualsiasi supermercato ben fornito. Dannata stanchezza e sveglia all'alba, altrimenti non avrei cercato un ristorante vicino al B&B. O, forse, era meglio se andavo al ristorante sardo: mai fidarsi delle recensioni di TripAdvisor e Google, Maremma bufala. Secondo tagliata di scottona, non serve essere cordon bleu per farlo in maniera potabile. Le patate di contorno sono al livello di una gastronomia mediocre, il vero pane, finalmente, senza infamia e senza lode, la carne è si al sangue ma tiepida. Piatto mediocre tendente allo scipito, con la crema di zucca come inutile tocco protofighetto. Spesa 32 euro, follia
Altro:
Gelateria Millennium, in via Angelo Emo

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Ciocccolato a parte, le creme non sono male.
Coni strabordanti per due euro
Gelateria White, in piazza Barberini

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Non male, pensavo peggio
Appia Antica Caffè

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Gelato mediocre e caro, la sua fortuna è l'assenza di concorrenza (vicino c'è un alimentari)
Sicuramente sarò stato anche in altre gelaterie ed in altri bar, ma non mi sovvien l'Eterno... il nome.

martedì 1 ottobre 2013

Partire è un po' patire

Lunedì 23 settembre 2013, the day of the Big Doom.
Mi alzo presto, alle 7:30 del mattino.
Faccio la mia toletta, evito la barba perché è tutto in valigia, salgo sullo sputer e vado a far colazione.
Dopo una lettura veloce di rosea e Secolo XIX come accompagnamento alla veneziana con caffè, vado a prendere il pullman in modo che, se ci sono casini, sarei arrivato in anticipo.
Scendo a Rapallo, vado in stazione e trovo un bell'assembramento di stranieri, ed anche qualche italiano, in attesa del treno InterCity delle 09:25 per Roma.
Dopo un po' un signore americano, con cui avevo fatto un po' di conversazione (tenersi allenati con le lingue è sempre utile), mi chiede: "Sorry, what mean SOPP?"
E si sente una forte e chiara esclamazione uscire dalla mia bocca.
Mi precipito in biglietteria e la trovo non piena, oltre.
Dopo un po' inizio ad averne le scatole piene, inizio ad inveire contro le FS e il fatto che investano solo sulle linee TAV, fottendosene del resto, che servirebbero delle bombe atomiche per distruggere il cantiere di Chiomonte ed amenità simili.
E non sono l'unico ad essere incazzato.
E' vero, i due poveri bigliettai non c'entravano assolutamente nulla, ma nessuno ha mai pensato di insultarli.
Telefonate dopo telefonate si scopre che il treno è stato soppresso dicendo una pietosa balla come motivo: i lavori in una galleria vicino La Spezia.
Se passano gl altri solo quello, per di più un IC, viene cancellato?
Qui gatta ci cova. O, meglio, qui c'è odore di balla sesquipedale.
Ci fanno prendere un treno fino a La Spezia e da li il FrecciaBianca delle 13:09 per Roma, con arrivo alle 16:30 circa. E così mi salta la visita a San Paolo fuori le Mura, che recupero in altro giorno.
Nel frattempo scopriamo il motivo della soppressione: si è rotta la motrice.
Ora, ascoltami bene, signor Ferrovie dello Stato, e lo stesso augurio va al ministro Lupi, titolare dei trasporti:

VAFFANCULO!

Ma, alla fin fine, sono arrivato a Roma. Ed ora il ritorno: treno che arriva in ritardo, che parte accumulandone altro (dalle 09:45, a cui dovete levare 5 minuti di ritardo, alle 10:00, non male! E il binario c'è stato comunicato 2 minuti prima dell'arrivo del treno... ed anche in quest caso mi ero mosso in anticipo. Non è che mi porto sfiga da solo?), e per tutto il viaggio una famiglia torinese ha spaccato le palle a tutti raccontando i cazzi loro a voce bella alta. Chissene della vostra casa ad Andalo, del fatto che la moglie preferisce l'albergo, del fatto "e allora che l'abbiamo comprata a fare" e tutto il resto. Non vi siete accorti che il signore che vi sedeva accanto con il suo bel libro da leggere vi avrebbe volentieri accoppato con lo sguardo? Del fatto per persino vostra figlia era più gentile e cortese e silenziosa di voi? E che il resto della carrozza vi avrebbe volentieri messo le mani addosso? L'unica nota positiva è che a Rapallo ho douto aspettare solo 5 minuti per prendere l'autobus per tornare a Santa. Lampeggi ferroviari.

domenica 29 settembre 2013

Perché Roma è Roma

Eccomi tornato dalla ex, purtroppo molto ex, Caput Mundi. Un soggiorno fantastico in una dell... nella più bella città del mondo.
E la cosa più bella di Roma non sono le numerose chiese, le immaginifiche rovine romane,  i fantastici palazzi o il cupolone: no, la cosa più bella di Roma sono i romani. Gioviali, cordiali, calorosi, sempre pronti ad aiutare tutti. Noi liguri dovremmo fare un bagno d'umiltà e levarci quella spocchia da protofighetti che ci portiamo dietro per romanizzarci, per trasmettere calore ai tantissimi turisti che vengono a visitare la nostra terra.
Cercare di trasmettere le fantastiche emozioni che mi ha trasmesso visitare questo capolavoro a cielo aperto sarà opera ardua. Più facile, invece, parlarvi dei ristoranti dove ho mangiato e del B&B dove ho soggiornato. E, si, dei viaggi, soprattutto quello d'andata, al limite dell'assurdo che ho fatto. Ma ora sono stanco, a domani

lunedì 2 settembre 2013

[Half]Daily trip: un viaggio inusuale. Per me

Mezza giornata libera.
Il dilemma che mi si presenta è: dove mi curvo&tornanto?
Bracco?
Ovvio e scontato.
Bocco?
Mi piace, però... ehi, però al Passo del Bocco si può arrivare a Varese Ligure e quella strada non l'ho mai fatta.
Vero, e avrei preferito non farla, visto com'è mal mantenuta.
E, poi, invece che prendere la solita strada ho fatto quella che porta al Biscia e a Ne.
Ecco l'itinerario con GMaps:


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domenica 1 settembre 2013

Quest'anno niente vacanze in moto

ma eccovi una veduta panoramica, tramite Google Earth, di dove andrò (salvo botte di sfiga) dal 23 al 29 settembre:

Non sarà una passeggiata, e sicuramente mi dimentico qualcosa, mentre alcuni posti (ponte Milvio e Monte Mario su tutti) sono a rischio "next time" o "never"
Mentalmente è come se fossi già la.
E preparatevi a leggere molto, perché molto scriverò. Non tanto su Roma e i suoi monumenti, esercizio sterile quanto inutile, quanto sul b&b che mi ospiterà, ristoranti, gelaterie, pizzerie ed altri luoghi dove passare serate confortevoli e piacevoli.
State tonnati.

domenica 25 agosto 2013

Trattoria Paolin sopra Rapallo

Questa trattoria si trova in località San Maurizio di Monti, sulla strada che da Rapallo mena al santuario di Montallegro.


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E' quella che si definisce una trattoria alla buona: non aspettatevi tovaglie preziose o posate fatte da aziende particolari o chissà cos'altro. Qui si spende poco (ci sono anche menù fissi da 11 e 13erotti euro), il rapporto q/p è buono ma l'ambiente è decisamente rustico (abbiamo trovato anche una sedia sfondata, giusto per rendere l'idea).

Foto di paolin, Rapallo

Ma arriviamo al quid: come si mangia?
Ovviamente posso parlare solo e soltanto per me stesso e non per il resto della tavolata (non ho fatto assaggini vigliacchi da piatti altrui), pertanto vi dico e giudico quello che mi è stato servito.
Partiamo da una nota a margine: alla fine grappe e limoncino come se piovesse, ma io sono astemio e questo è noto.
Altra nota "mi girano": anche qui (purtroppo è un vezzo generalizzato, ma i ristoratori devono immantinente iniziare a cambiare mentalità) a un mio breve accenno all'acqua del rubinetto (o bronzino, alla genovese) "Ma no, abbiamo l'acqua naturale in bottiglia".
Due veloci annotazioni: l'acqua del rubinetto è molto più controllata di quella in bottiglia, ed avendo costo minore genera profitti maggiori, ovviamente se la si vuol far pagare, visto che all'estero è fissa in tavola "a gratis".

Foto di paolin, Rapallo

Partiamo:
Primo Gnocchetti ai frutti di mare (loro gli danno un nome un attimo più altisonante, ma la sostanza non cambia). Discreto, nulla più, mancante di mordente. A mio avviso il sugo, non male, non trova un felice sposalizio con i gnocchetti: suggerirei o pasta lunga (spaghetti, taglierini o altro) oppure pasta corta lavorata per raccogliere bene il sugo o, perché no, il riso.  
Secondo coniglio alla ligure, in realtà molto poco ligure. Buona la carne, decisamente ben cotta, ma la mancanza dei pinoli e delle olive nere (rimpiazzate da un'erba che non ho ben capito che era e da carote tagliate tonde) è un fatto a dir poco graverrimo!
Dessert Tiramisù con la frutta: assolutamente delizioso!!!! Il contrasto che si genera tra il fresco della frutta e l'asprigno del tiramisù (in realtà un pelo troppo dolce) è qualcosa di ottimo per la stagione estiva: fresco ma forte. Consigliato. Il rapporto q/p (21,(1) a cranio) è molto buono, però o ci danno sotto da matti e rimediano alle lacune che ho trovato (ma capisco che spendere in periodi di vacche magre come l'attuale non è il massimo, però una soluzione devono trovarla) oppure il mio giudizio rimane una sufficienza stiracchiata.
Foto di paolin, Rapallo

martedì 2 luglio 2013

[Half]Daily trip: A caccia di passi, @parcoantola curve e tornanti

Bel viaggio, consigliato, veloce e facile da fare con l'esclusione della SP21, che è indegna di chiamarsi mulattiera da tanto è stretta e tenuta male. Questo fino a Neirone, da li in poi migliora. E' altrettanto vero che il Passo del Portello è altrettanto duro e stancante (per la strada stretta e i tornanti uno dietro l'altro. Da quando ho avuto l'incidente le curve a destra sono una peana) quanto l'orrida Crocetta.
Altro neo la mancanza di indicazioni quando si arriva in certi incroci.
Per esempio  a Montebruno: giro a destra (corretto) a a sinistra come indicato dai servizii di mapping?
Dal lago del Brugneto (prima o pi ci devo andare) fin quasi a Torriglia, ma poi arrivi all'incrocio e... destra (sbaglito, nell'itinerario che volevo fare io) o sinistra?
Ma porca zoccola, che ce l'abbiamo a fare un assessore provinciale alla viabilità e ai trasporti? Oppure è pagato solo per scaccolarsi 24/7?

martedì 25 giugno 2013

Daily trip: Bardi

Il mio viaggio in origine doveva essere questo, si è ridotto ad essere questo
In pratica siamo passati da questo:

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a questo

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I motivi di questa riduzione di percorso sono due, uno mattiniero (un mal di pancia atroce con folle corsa per una seduta di gabinetto allargata a tutti i ministri interessati) ed uno pomeridiano (il cielo si stava annuvolando con grosse formazioni di colore molto ma molto scuro, cariche di pioggia).
Il viaggio, per chi viene dalla Liguria, è estremamente piacevole con una serie di passi, curve e tornanti da puro godimento.
Perché si va a Bardi?
Il motivo principale, forse l'unico, è: visitare la famosa Fortezza di Bardi

In effetti ce n'è un altro: la chiesa principale ha al suo interno una preziosa pala d'altare opera nientemeno che del Parmigianino.
Purtroppo serve una moneta da un euro e non l'avevo. Avevo due da 50 centesimi, ma nulla: o una da 1 euro o la vedi senza luce, senza descrizione e dietro la grata.
Ma torniamo al castello, ma prima una raccomandazione: non sostate al Grande Bar. E' vero che a prezzi non è malaccio (panino imbottito, mezza minerale e caffè, servito al tavolo, 5 €) ma il prosciutto faceva letteralmente schifo, salatissimo da morire e tagliato n maniera troppo spessa!
Cara cameriera, se alla mia domanda "che crudo avete?" mi rispondi "delle nostre parti" mi aspetto un Parma molto dolce, magari con una lieve influenza salmastra, possibilmente tagliato fine. E non quell'obbrobrio che mi avete rifilato. Per tacere dell'insalata: prima di servirla conviene lavarla!
Ed ora discettiamo della miTTica Fortezza: vale la pena si o no visitarla?
La mia risposta è un pilatesco ni, magari accompagnato da un forse, da un boh, da un non lo so, da un dipende.
La parte più antica non è malaccio: un po' spoglia, e le armi e le corazze sono mere riproduzioni ma, suvvia, potabile. Molto interessante il Museo della civiltà valligiana, anche se avrei volto di più un museo di armi e corazze medioevali. Ance perché il suddetto Museo valligiano ha, principalmente, oggetti che si collocano temporalmente tra il fine '800 e la seconda metà del '900. Mancava giusto un televisore CRT, una radio a valvola ed eravamo al completo.
La parte più "nuova", quella che parte dal Cortile d'Onore e, passando per il Salone Signorile, le sale dei Principi, la sala Grimaldi, la sala Landi, per finire al Cortile del Pozzo, è: meh. Incredibilmente spoglio, a parte qualche cassapanca e una sedia non v'è incredibilmente nulla!
Ho visitato castelli in ogni nazione in cui sono stato e mai ho visto un'incuria, un menefreghismo tali come in queste sale della Fortezza di Bardi.
Mettere a posto gli affreschi no? Far riemergere il mobilio da qualche oscuro museo per metterlo nel luogo che gli compete no?
Sono veramente incazzato: l'Italia è, in pratica, un museo all'aria aperta e ci facciamo menare per il naso dalle nazioni di tutta Europa, isole comprese, che hanno una cura maniacale del minimo dettaglio. E, tanto per darci martellate sugli zebedei, siamo quelli che investono di meno in cultura.

Pessimismo e fastidio, fastidio e pessimismo.

lunedì 22 aprile 2013

Le alternative devono esserci

Le assicurazioni RCA italiane sono le più alte d'Europa, e quelle che riguardano le moto schizzano a livelli assurdi. La scusa accampata dalle compagnie per far pagare di più i motociclisti è tra il puerile e l'assurdo: visto che, in caso di incidente, il motociclista subisce più danni dell'automobilista (scoperta dell'acqua calda 2.0). L'incidente lo causa l'automobilista, ma l'assicurazione più alta in rapporto ai KW/h erogati la paga il motociclista. Che, quando fa incidenti, fa dei danni ridicoli. In pratica puoi fare una strage di bambini a bordo di un SUV da gozziliardi di euro in grado di erogare una potenza assurda e paghi meno assicurazione di un motociclista a bordo di un 1200cc. Geniali le assicurazioni italiane, no? Il fatto è che la CIM, Coordinamento Italiano Motociclisti, non ci sta e ha lanciato la campagna per la mutua assicurazione per i motociclisti. Hanno bisogno dell'aiuto di tutti, motociclisti e non: firmate anche voi la petizione su Change.org. Grazie e lampeggi.

giovedì 28 marzo 2013

Una buona tazza di the - la materia prima

Iniziamo da un presupposto imprescindibile: quando si parla di the, tea, te o come cavolo preferite scriverlo, non si discetta del prodotto in bustina. Non che non ve ne siano di validi, anzi, ma il loro uso si limita alla veloce preparazione di una base per un dissetante the freddo estivo e nulla più. No, il vero the è quello preparato con le foglie messe in infusione, dentro apposito colino, in una teiera di acqua calda non bollita. Ma che the scegliere? Perché, non nascondiamoci dietro una pagliuzza utilizzata per smacchiare un giaguaro che passava per caso, è quello il vero problema. Personalmente divido il the per usi: "mattiniero" (anche se io non lo uso a colazione), pertanto un the forte, con un gusto deciso serale (o pre dormita), dove preferisco un gusto avvolgente e morbido, suadente ed esotico. Il primo è sicuramente un bel the nero, possibilmente un Lapsang Souchong (la versione destinata al consumo interno è preferibile a quella, grossolana, destinata all'esportazione) o un Darjeeling "etico" (non ossidato o semiossidato - in pratica un nero divenuto verde oppure oolong). Nel secondo caso viro verso un the verde, magari un Gunpower o il giapponese Gyokuro. Per il pomeriggio un'ottima scelta può essere il verde cinese Gunpowder, dal gusto fresco e dissetante; oppure il Lung Ching, delicato e fresco.
Interessante il Shui-Hsien, un oolong con un retrogusto di frutta. Ho avuto modo di provarlo solo una volta, non riesco a collocarlo e, purtroppo, non riesco a reperirlo dai miei fornitori, però mi colpì favorevolmente. Però bisogna vedere se fu un caso o se è veramente un prodotto che merita.

sabato 9 marzo 2013

ilsanlorenzo

Questa recensione mi frulla in testa da una settimana, e questo mio ritardo è il motivo per il quale, salvo rari casi, non vado mai fuori a cena qui dove abito: molto spesso la legnata, la stroncatura, è d'obbligo. E come fai a scriverla se conosci il cuoco o il gestore o ambedue? Orbene, dopo una settimana durante la quale ho lasciato a macerare le macerie del mio animo, eccoci a parlare del ristorante Il San Lorenzo.
Visualizzazione ingrandita della mappa Il gestore è persona si anziana ma dalle ottime capacità, ha sempre gestito con bravura e ottimi risultati, sia finanziari che culinari, diversi ristoranti cittadini che ormai erano alla frutta. La gestione precedente de Il san Lorenzo era ottima, con pesce molto fresco, ma essendo amico del gestore non ci sono mai andato (con mio evidente imbarazzo nel dire di no). La prima cosa che mi ha colpito sono state le tante segnalazioni su TripAdvisor: non sono un fautore del cosiddetto "sharing review" o "mass review" per due motivi di fondo: 1) chiunque può iscriversi e parlare bene o male di un albergo o di un ristorante. Concorrenti inclusi. 2) quanti sono che hanno il palato per giudicare bene o male un ristorante? A mio avviso pochi. Non che scarti a priori quanto si può leggere sul noto sito, ma lo filtro con quello di migliaia di altri, prestando maggiore attenzione ai commenti negativi che a quelli positivi. E, prima di usarlo, vi consiglio di leggere questo interessante articolo su Gilda35. L'arredamento del ristorante è veramente di buona scelta, pertanto l'occhio è decisamente appagato. Piccola precisazione prima di continuare: ci sono andato con alcuni iscritti del Meetup locale, pranzo a menu e prezzo fisso: non ho pertanto potuto scegliere quello che avrei preferito ma prendere quello che mi davano. Ed era sabato, con il locale strapieno (suggerimento: è il giorno in cui si misura la capacità di un ristorante di reggere lo stress. Un vonto è far bene da mangiare nei giorni dal lunedì al giovedì, ma è il week-end che dice se hai le palle o meno). Saltiamo i vini: sono astemio, lo sapete. A casa li uso per cucinare, ma ho più scelta nel campo degli oli (ponente ligure, marchigiano, talvolta pugliese, e un EVO "economico" per cucinare) che in quello dei vini (bianco "tanto al mucchio"). Partiamo da un fatto negativo: la velocità di uscita dei piatti dalla cucina. Quando c'è na tavolata conviviale di una decina di persone, è meglio servirle con calma: chiacchierano, spettegolano, brindano e, spesso l'ultimo pensiero che hanno per la testa è il cibo. Calma, caaalma, caaalmaaaaa! E invece no: un piatto dietro l'altro, manco fossimo oche all'ingrasso. Pessimo Falconi. Colpa anche nostra che non lo abbiamo fatto notare. Antipasti (molti, forse troppi): una pletora di "assaggini" discreti ma nulla più, che di ligure avevano poco o punto. Non male le focacce, alcune verdure erano decisamente valide, le polpettine erano tra l'immangiabile e qualche malattia gastrointestinale. Due primi: 1) lasagne al ragù bianco con formaggio fuso 2) risotto alla trevigiana La prima ricetta presenta un grosso problema: la pasta (di grano duro) con il ragù bianco è presente nel menù dell'Ospedale San Martino di Genova, dove venni ricoverato due anni fa (più qualche mese). Magari è un ottimo piatto, ma mi ha ricordato il mese e mezzo passato nel nosocomio del capoluogo: pessimismo e fastidio, fastidio e pessimismo. La seconda ha, invece, un errore (od orrore, fate voi) di preparazione: sa di mantecato (soprattutto di parmigiano) e non di radicchio trevigiano (di cui non vado pazzo, ma non è cattivo). Pessimo Falconi! Voto? Nessuno, per ora sospendo il iudizio, magari ci ritornerò in giornata infrasettimanale e in più piacevole compagnia e, soprattutto, senza prendere le lasagne al ragù bianco.