venerdì 17 marzo 2017

Giornata intensa

tra "che tempo di merda" guardando fuori dalla finestra appena sveglio, dilemma: moto o scooter (ho scelto il secondo, in città è più manovrabile negli impossibili posteggi per due ruote della Superba) fino a "doh, tira un vento fresco ma almeno è bello" tra Ruta e Genova, per finire con "che tempo di - si, quella cosa li -" esclamato appena uscito dall'ultima delle tre mostre visitate.

In mezzo un "pranzo luculliano" nella mitica trattoria "da Maria" dove si mangia esattamente per quello che si spende: ho speso dieci euro (minestrone alla genovese e stoccafisso in umido con patate, mezza minerale), la qualità era per 10 euro. Se, poi, la si vuol definire "trattoria tipica genovese" quando gran parte del personale di sala è centro/sud americano, quando ti portano il secondo che devi ancora finire il primo, e questi è uscito dalla cucina che tu eri distratto perché avevi ordinato pochi minuti prima allora facciamolo, ma a mio avviso il termine migliore è "fast food alla genovese", perché è economico e si mangia in fretta e furia. E, no, neppure la scusa di servire operai e persone che lavorano va bene, dato che ho avuto modo di frequentare posti simili in altre occasioni o facevano tutto con calma e i giusti tempi, rispettando maggiormente il commensale che non "da Maria" (non è che ti cacciano fuori, puoi star li anche delle ore, ma non ti danno tempo neppure per digerire il piatto prima di portarti quello successivo).
Le tre mostre visitate sono state:
Modigliani




Henri Cartier-Bresson fotografo

Elliott Erwitt Kolor



Per finire con


Ora alcune (tante) immagini di Hewitt e Cartier Bresson presenti nelle rispettive mostre: