martedì 28 marzo 2017

[Half] Daily trip: Levanto

Viaggio carino, ma anche bestemmioso.
Lasciamo perdere, tralasciamo, ma sorvoliamo tranquillamente con dei B1 che sganciano bombe termonucleari su Sestri Levante e il giro dell'oca giuliva (Valentina Ghio) da via Baden Powel per passare di fronte alla Coop (sieg heil) per dirigersi verso il Bracco quando  si poteva fare una stradina dritta e breve, ora chiusa alla circolazione; ma non tralasciamo i nmila lavori in corso, soprattutto nell'area metropolitana di Zoagli, di cui è disseminato il tragitto.
Per tacere della novità sul Bracco: le telecamere della Regione Liguria atte sia a controllare assicurazione e revisione che, quando attivato, a controllare la velocità dei mezzi in transito.
Per tacere del fatto che, se in provincia di Spezia vedi la scritta "controllo della velocità" sta pur tranquillo che hanno messo un numero infinito di autovelox, ma ormai lo so che nello spezzino ti pelano e cerco di andare non ai 50, ma anche meno perché il cartello 30 può apparire così, d'amblet, e ti inchiappettano a sangue. Gli spezzini.
Il viaggio, a parte questi inconvenienti, è stato piacevole, caratterizzato all'andata da curve e tornanti belli secchi e in discesa, peccato per la strada (quella in blu sulla mappa, levate ogni opzione autostrade) alquanto disconnessa e con parecchi punti alquanto pericolosi

Al ritorno (sempre quella in blu)

la strada migliora, diventa più larga, l'asfalto disconnesso è presente ma in minima parte
(prossime mete Bonassola e Framura)
per tacere della classica strada delle gallerie

che non è affatto male fare ogni tanto.

La mattina sono stato a Nozarego (frazione di Santa Margherita Ligure) a provare il nuovo pneumatico anteriore



E al pomeriggio:


Lampeggi e dita a V

venerdì 17 marzo 2017

Giornata intensa

tra "che tempo di merda" guardando fuori dalla finestra appena sveglio, dilemma: moto o scooter (ho scelto il secondo, in città è più manovrabile negli impossibili posteggi per due ruote della Superba) fino a "doh, tira un vento fresco ma almeno è bello" tra Ruta e Genova, per finire con "che tempo di - si, quella cosa li -" esclamato appena uscito dall'ultima delle tre mostre visitate.

In mezzo un "pranzo luculliano" nella mitica trattoria "da Maria" dove si mangia esattamente per quello che si spende: ho speso dieci euro (minestrone alla genovese e stoccafisso in umido con patate, mezza minerale), la qualità era per 10 euro. Se, poi, la si vuol definire "trattoria tipica genovese" quando gran parte del personale di sala è centro/sud americano, quando ti portano il secondo che devi ancora finire il primo, e questi è uscito dalla cucina che tu eri distratto perché avevi ordinato pochi minuti prima allora facciamolo, ma a mio avviso il termine migliore è "fast food alla genovese", perché è economico e si mangia in fretta e furia. E, no, neppure la scusa di servire operai e persone che lavorano va bene, dato che ho avuto modo di frequentare posti simili in altre occasioni o facevano tutto con calma e i giusti tempi, rispettando maggiormente il commensale che non "da Maria" (non è che ti cacciano fuori, puoi star li anche delle ore, ma non ti danno tempo neppure per digerire il piatto prima di portarti quello successivo).
Le tre mostre visitate sono state:
Modigliani




Henri Cartier-Bresson fotografo

Elliott Erwitt Kolor



Per finire con


Ora alcune (tante) immagini di Hewitt e Cartier Bresson presenti nelle rispettive mostre: